€0000
1
Utilizziamo i cookie per fornire la migliore esperienza sul sito.
Ok, non mostrare più
  • /
  • /
Cibi fermentati e benessere: potenziali benefici della kombucha artigianale
Dall’immunità all’umore: cosa dice la ricerca scientifica sull’integrazione dei cibi fermentati nella dieta quotidiana.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha chiarito quanto la salute dell’intestino sia centrale per il benessere generale, dall’immunità all’umore, fino alle funzioni cognitive. Al centro di questo equilibrio c’è il microbiota intestinale, un ecosistema complesso che risponde in modo diretto a ciò che mangiamo. In questo contesto, i fermenti vivi – come crauti e kombucha artigianale – stanno attirando sempre più attenzione per il loro ruolo nel sostenere la diversità microbica e nel rafforzare la connessione tra intestino e cervello.
Che cos’è il microbiota?
Nel nostro intestino vivono miliardi di microrganismi — batteri, lieviti e funghi che lavorano per noi ogni giorno. Questo ecosistema si chiama microbiota e svolge funzioni fondamentali: aiuta la digestione, sostiene il sistema immunitario, contribuisce a regolare l’infiammazione e dialoga con il cervello, anche grazie alla costante interazione con le cellule immunitarie, quasi l’80% delle quali si trova lungo il rivestimento dell’intestino. Più il microbiota è vario e ricco, più siamo resilienti.
Cosa dice la ricerca scientifica
Uno studio condotto dalla Stanford University ha mostrato che una dieta ricca di alimenti fermentati può aumentare la diversità del microbioma e ridurre i marcatori di infiammazione nel corpo. Non si parla di integratori o prodotti industriali, ma di cibi semplici e antichi come crauti, kombucha, yogurt, kefir e miso.
Si tratta di una scoperta sorprendente. Fornisce uno dei primi esempi di come un semplice cambiamento nella dieta possa rimodellare in modo riproducibile il microbiota in un gruppo di adulti sani.
Justin Sonnenburg
PhD, Dipartimento di Microbiologia e Immunologia, Stanford University
I cibi fermentati contengono microrganismi vivi e sostanze bioattive che “allenano” il nostro intestino. In pratica nutrono i batteri buoni, aiutano l’intestino a comunicare meglio con il sistema immunitario e rendono la dieta più viva, nel vero senso della parola. Come racconta il medico e ricercatore Tim Spector nel suo libro Ferment, la fermentazione è una tecnologia antichissima che l’umanità ha sempre utilizzato per conservare il cibo e, senza saperlo, per prendersi cura della propria salute.
Tre porzioni di fermentati al giorno
In una recente intervista al podcast The Diary of a CEO, Tim Spector propone otto semplici regole per la salute intestinale. Una di queste colpisce particolarmente: mangiare fino a tre porzioni di alimenti fermentati al giorno. Non significa stravolgere la dieta, ma integrare piccole quantità nella quotidianità: un bicchiere di kombucha, una porzione di crauti o di tempeh, uno yogurt o un kefir. Secondo Spector non conta tanto la quantità, quanto la regolarità nel consumo dei cibi fermentati e l’artigianalità della loro provenienza e del metodo di produzione.
Scoby (foto 1) e tempeh artigianale (foto 2) durante l’Open Day di Orti Geometrici. Foto di Giuseppe Migliola
Scoby (foto 1) e tempeh artigianale (foto 2) durante l’Open Day di Orti Geometrici
Foto di Giuseppe Migliola
Forse la cosa più sorprendente è questa: circa l’80% dei segnali del nervo vago viaggia dall’intestino al cervello, e non il contrario.
Il nervo vago è come una grande autostrada di comunicazione che collega direttamente l’intestino e il cervello, trasportando continuamente segnali dall’uno all’altro. Secondo il Polyvagal Institute, questa comunicazione vagale bidirezionale supporta non solo un efficiente assorbimento dei nutrienti e l’eliminazione delle scorie, ma collega anche la funzione gastrointestinale agli stati emotivi e autonomici. Questo significa che ciò che accade nell’intestino può influenzare umore, stress, concentrazione e risposta emotiva. È il cosiddetto asse intestino–cervello, oggi al centro di molte ricerche scientifiche. Dunque, prendersi cura dell’intestino è anche un modo per prendersi cura della mente.

L'anatomia del nervo vago, Polyvagal Institute 
Da dove iniziare?
Integrare i fermentati nella dieta non è una moda, ma un ritorno a una sapienza antica, oggi confermata dalla ricerca. È un piccolo gesto quotidiano che può sostenere l’intestino, il sistema immunitario e l’equilibrio mente–corpo: un gesto che possiamo aiutarti a fare con la nostra kombucha artigianale.
AL NEGOZIO
Riferimenti bibliografici
Spector, T. D. (2025). Ferment. London: Vintage, Penguin Random House

Wastyk, H. C., Fragiadakis, G. K., Perelman, D., et al. (2021). Gut-microbiota-targeted diets modulate human immune status. Cell, 184(16), 4137–4153.e14. 

The Diary of a CEO. (2023). Podcast episode con Tim Spector.

Polyvagal Institute. (n.d.). The Vagus Nerve.